Campo San Demetrio Ne Vestini – 22 aprile 2009

aprile 23, 2009

«Commovente! È la parola che meglio di altre esprime il sentimento che si prova ad entrare nel modulo scolastico allestito nel campo di San Demetrio Ne Vestini. I bimbi che ridono, chiacchierano, giocano e si divertono nello stare insieme. Forse non è la lezione tradizionale a cui siamo stati abituati ad assistere nel corso dei nostri studi, ma che importa, d’altronde anche la pedagogia contemporanea ci insegna ad educare i nostri figli in modo creativo, incentivando il gioco e lo svago. Alle 11 arrivano gli Alpini del Comune di Carrara, portano la merenda, che felicità! Pane e nutella ed un fruttino alla pesca, torno bambino, mi si stringe il cuore. Mi fermo vicino a Mirko, alpino carrarino, lo guardo negli occhi, non servono parole, un uomo di 70 anni aveva trovato l’elisir di lunga vita, rendere felici i bambini, noto che ha il lacrimino, quanta felicità nel vedere che almeno i bimbi tornano a ridere. É quasi mezzogiorno, è l’ora delle visite istituzionali, vedo apparire l’On.Giuseppe Fioroni del PD, e l’ex presidente della Croce Rossa Maria Pia Caravaglia accompagnati dal sindaco di San Demetrio Ne Vestini Silvano Cappelli. I bambini continuano a giocare e chiunque non può far altro che giocare con loro. É l’una, il corteo istituzionale ha lasciato la “scuola” da quindici minuti circa, è ora che vada anche io, tra poco suona la “campanella”. Mentre esco sento un urlo collettivo, ecco la “campanella”: “Uniti Vinceremo”! Ho un nodo in gola, ed una lacrima fa capolino tra i miei occhi, la ributto giù, non sono legittimato a piangere».

San Demetrio Ne Vestini – 21 aprile 2009

aprile 23, 2009

«Parliamo di dati e numeri. Le squadre di tecnici rilevatori accreditate al Centro Operativo Misto 2 di San Demetrio Ne Vestini, incaricate della funzione 1 (verifica di agibilità dei fabbricati), tra le quali operano anche le squadre inviate dalla provincia di Massa-Carrara, hanno effettuato verifiche su 341 fabbricati nel periodo che va dal 14/04/2009 al 18/04/2009. La priorità delle verifiche è stata data alle attività produttive e commerciali ed agli edifici strategici, con l’obiettivo di far riprendere l’attività economico-amministrativa dei vari comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Il totale degli edifici dichiarati agibili sono circa il 60% del totale, dato positivo vista l’entità dell’evento catastrofico. Le squadre di tecnini inviati dalla provincia di Massa-Carrara continueranno le loro verifiche, dandosi il cambio di settimana in settimana, fino al completamento di tutti i fabbricati».

Campo San Demetrio Ne Vestini-19 aprile 2009

aprile 20, 2009

«”L’unione fa la forza”! Queste parole ricche di valori, ormai in disuso, come rispetto e lealtà l’un l’altro, sono il miglior modo per definire la collaborazione stipulata tra La Protezione Civile della provincia di Massa-Carrara e quella di Arezzo. «L’obbiettivo è la gestione del campo di San Demetrio Ne Vestini in maniera coordinata tra le due province», queste le parole di Francesco Guglielmino, dirigente del settore della Protezione Civile della provincia di Massa-Carrara. L’apporto di mezzi e uomini, da parte della Protezione Civile della provincia di Arezzo, è importante e consiste, ci informa Nicola Visi, rappresentante del settore protezione civile della provincia di Arezzo, in: 6 volontari della protezione civile, 4 tecnici della provincia atti a fare rilevamento danno e verifiche di agibilità nei fabbricati colpiti dal sisma, 4 tende alloggio da 12 posti ciascuna, 1 Camion attrezzato con gru e veicoli di trasporto per i tecnici. Inoltre, va citato che 4 tecnici della Protezione civile del Comune di Rosignano, in spirito di questi umori di collaborazione ed unione che da sempre hanno riunito gli italiani nei periodi più bui della loro storia, è ospitato nel medesimo campo. A noi non resta che augurare buon lavoro a questi valorosi uomini».

L’aquila 19 aprile 2009

aprile 19, 2009

Per rendermi conto, in prima persona, di quanto è grave la situazione nella provincia dell’Aquila, ho deciso di seguire 2 tecnici inviati dal Comune di Fivizzano -P.P e A.M.- nelle loro verifiche di agibilità dei fabbricati colpiti dal sisma. Muniti di casco protettivo siamo partiti dal Comitato Operativo Misto di San Demetrio Ne Vestini in direzione del Comune dell’Aquila, e dopo circa 20 minuti di tragitto siamo arrivati in loco. Non credevo ai miei occhi, non c’era fabbricato che non portava i segni della devastazione causata da terremoto. In ogni spazio disponibile all’aperto c’erano allestiti i campi, tendopoli, per gli sfollati. Nei sopralluoghi all’interno delle abitazioni, a cui ho partecipato, ho visto e sentito la paura dei cittadini passare attraverso le mura sventrate e colpirmi direttamente al cuore. I danni maggiori rilevati dai tecnici erano: crollo di solai, assenza di ammorsameto (agganciamento) tra i muri, caduta di elementi non strutturali (es. comignoli), lesioni diagonali su murature. L’unica cosa positiva, che mi ha tirato un po’ su il morale, è tra i cittadini: la loro volontà d’animo, la loro dignità, questi Aquilani sono persone meravigliose capaci di unirsi per aiutarsi l’un l’altro, di trovare soluzioni immediate a problemi imminenti, di non perder tempo nel pianto e nel lamento, ma rimboccarsi le maniche e mettersi a lavoro per ricominciare a vivere. »

Venerdì 17 aprile 2009-Dal comune di San Demetrio Ne Vestini in Provincia dell’Aquila

aprile 18, 2009

«A San Demetrio Ne Vestini, comune colpito dal sisma del 6 aprile 2009, la situazione è ancora drammatica. Nonostante il timore di un terremoto si stia attenuando con il passare dei giorni, la paura e l’incertezza di non avere più ancora una casa a cui tornare inizia a prendere piede con forza. Ora è il tempo delle valutazioni e delle verifiche di agibilità. Il lavoro dei tecnici inviati dai vari comuni d’Italia, titolari di questo ruolo di verifica, sarà la chiave di volta per capire se un’intera provincia, quella dell’Aquila, sarà da abbattere e ricostruire, lasciando 70.000 persone circa, alloggiate in tenda ancora per molti mesi, oppure se è possibile recuperare, magari ristrutturando, molti dei fabbricati danneggiati dal sisma. In caso di questa seconda opportunità il desiderio di tornare la sera a casa propria, desiderio che in Italia è sacro, potrebbe dare anche la forza a queste persone di ricominciare a vivere una vita, quasi, normale.»


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.